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7 novembre 2008
Qualcosa è cambiato... la speranza senza paura
 Quale altro evento nella storia dell'umanità ha fatto ballare di gioia Kenioti e Giapponesi? Quale ha portato a festeggiare in piazza Europei, Americani, Asiatici, Africani?
Forse solo la fine della seconda guerra mondiale, o la caduta del muro di Berlino hanno avuto un impatto emotivo simile.
La novità è l'ondata, o meglio lo tzunami, di  speranza che le parole di Obama sono riuscite ad infondere nell'animo di donne e uomini ad ogni latitudine, unite alla consapevolezza della fine dell'oscura era Bush.
La speranza è una cosa meravigliosa, fa uscire dall'oscurità, fa passare la paura, genera compassione, dona fiducia, stimola la costruzione e la creatività, fa sorridere, dona coraggio, fermezza, forza, genera nuove idee, possibilità inattese, opportunità innovative.
Purtroppo c'è chi la speranza non la vuole, chi non ci crede (o vuole che gli altri non ci credano), chi la denigra, la scredita e la calunnia.
Ma lei è sempre lì, in fondo al vaso di Pandora, col suo sorriso caldo e lo sguardo avvolgente... somiglia un po' a Mama Sarah, un po' a Michelle Robinson, è bella come la terra e grande come il cielo. E non dobbiamo farcela strappare. Mai più.

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27 ottobre 2008
Massì, diamo i numeri!


A colpo d'occhio al circo massimo entrano almeno 4 piazze s. giovanni, ERGO, se il 6/12/2006 Berlusconi ha fatto entrare 2 milioni di persone, sabato al Circo Massimo ce n'erano almeno 8 milioni.
Certo, è sempre possibile che nel frattempo Piazza S. Giovanni sia rimpicciolita, probabilmente per la cattiva amministrazione della sinistra...
L'unica cosa certa è che la destra rosica...
2 ottobre 2008
La nuova costituzione.....

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27 settembre 2008
Voglio vivere in una ghost town!!!!!!
 

Con il coinvolgimento delle amministrazioni locali più lungimiranti, penso spesso a questa soluzione sia per far risorgere i moltissimi paesi "fantasma" italiani, sia per frenare la speculazione edilizia. Ho trovato luoghi in cui ti vendono case da ristrutturare a costi veramente bassi (o sarebbe meglio dire "giusti"), parlo di cifre che vanno dalle 18000 alle 40000 €, ciò significherebbe anche avere dei mutui sopportabili. Secondo me per rendere ancora più appetibile la proposta si dovrebbero ampliare programmi di telelavoro (magari con sgravi sul costo del lavoro per le aziende che se ne avvalgono) in modo che la gente non sia costretta a lunghi spostamenti, e di turismo sostenibile coinvolgendo gli stessi abitanti... se qualcuno ha notizie a riguardo mi contatti per favore!


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6 agosto 2008
Carne da cannone
I morti sul lavoro sono il doppio di quelli dovuti alla criminalità.
Quelli sulle strade addirittura otto volte tanto.
Eppure non si fa nulla per aumentare la sicurezza stradale e quella nei cantieri e nelle fabbriche.
Perché?
Forse perché gli operai e i manovali rappresentano una "fascia debole" o spesso sono extracomunitari, quindi dal punto di vista del voto, o del sostegno politico non sono interessanti e hanno poca voce?
Forse procedere su un miglioramento infrastrutturale che coinvolga strade e trasporti e contemporaneamente impegnare le forze di polizia nella sicurezza delle strade, o addirittura proporre la fabbricazione di automobili che non superino i limiti di velocità o penalizzare maggiormente chi viola il codice della strada, costerebbe troppo e risulterebbe impopolare?
Mentre lo spot dei militari nelle grandi città... quello si che fa spettacolo. I soliti "nani e ballerine".
Ed il sacrificio dei lavoratori val bene uno spot.
Loro sono solo CARNE DA CANNONE.

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31 luglio 2008
Non voglio + una casa
Oggi  è arrivata la notizia: dobbiamo cercarci un'altra casa. Ma io non ho più voglia di avere una casa, o di avere delle cose. La vita a cui siamo abituati  troppo complicata. Mi piacerebbe seguire l'istinto, o lo spirito, e mollare tutto. Prendere marito e gatti e via. Non dover più pensare a niente e "limitarmi" a vivere. O forse proprio cominciare a vivere... senza tutti questi oggetti accumulati per anni... vorrei solo avere il coraggio di farlo sul serio. 



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30 luglio 2008
Darwin e Giulio
Durante le lezioni di economia, il giovane Giulio (Tremonti) si annoiava e spesso dormiva sul banco, non così durante le lezioni di scienze.
La teoria evoluzionistica di Darwin, in particolare doveva affascinarlo molto, fonti attendibili sostengono addirittura che sia stato promosso alla maturità proprio grazie ad una tesina sull'argomento...
Durante i lunghi anni in parlamento ed al governo si sarà chiesto come applicare questa brillante teoria all'economia italiana, finché un giorno, un fulmine l'ha illuminato (senza colpirlo... acc!): l'evoluzione di una specie è determinata dall'ambiente, ovvero solo chi sa adattarsi meglio ai mutamenti ambientali è in grado di sopravvivere e di riprodursi... come fare allora a combattere la povertà? Proprio come si fa per combattere la malaria, bonificando le zone paludose per far diminuire la popolazione di zanzare.
Ed ecco allora il prode Giulio combattere strenuamente per bonificare le paludi delle finanze italiane per rendere l'ambiente sfavorevole alla moltiplicazione dei poveri.
I poveri finora sono sempre stati la maggioranza della popolazione, incredibilmente si moltiplicano senza sosta, sopravvivendo a tutti i tentativi di disinfestazione compiuti nel corso dei secoli ed anche a pestilenze e carestie. I ricchi, invece, sono sempre in minoranza.
L'eroico Tremonti ha deciso così di compiere misure drastiche affinché questo squilibrio venga sanato proponendo una serie di misure appropriate:
  1. Tagli all'istruzione: si sa che chi è più istruito ha più possibilità di cavarsela nel mondo, se però l'istruzione non è compensata da una buona dose di cinismo e di agiatezza possibilmente ereditaria, può portare spesso ad una libertà di pensiero che potrebbe trasformarsi in sentimenti di dissidenza. L'unica soluzione è rendere impossibile, con tagli adeguati, una congrua istruzione per chi non possa permettersi di affrontare le spese di una scuola privata. Contemporaneamente si deve, al contrario, favorire le scuole private per i rampolli di nobile lignaggio ed affidare l'educazione dei piccoli  plebei alla TV.
  2. Tagli alla sicurezza: chi non può permettersi di pagare una guardia del corpo o un costoso sistema d'allarme, (o chi rincasa tardi la sera, magari in autobus), purtroppo deve soggiacere alla legge del più forte. Contemporaneamente occupiamo le poche forze di polizia rimaste nella schedatura dei bambini rom... tanto per distrarre il popolino
  3. Tagli alla sanità: come sopra, se non ti puoi permettere una clinica privata, che ci stai a fare al mondo? Tanto vale togliere il disturbo...
  4. Norma antiprecari: chi sono tutti sti precari? In Italia non ci sono precari! O meglio, fra poco non ci saranno più. Saranno dei semplici disoccupati. Chi non lavora non mangia... e chi non mangia...

Forse il giovane Giulio avrà apprezzato le lezioni di scienze... ma pensate che bello se invece fosse stato bravo in ginnastica...


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24 luglio 2008
Una modesta proposta*
È cosa ben triste, per quanti passano per le nostre grandi città o viaggiano per il nostro Paese, vedere così tante rovine di edifici antichi, ormai privati del loro originario splendore da secoli di saccheggi e di incuria, per non parlare dell'azione rovinosa degli agenti atmosferici e delle deiezioni degli uccelli.

Penso che tutti i partiti siano d’accordo sul fatto che tutte queste rovine, in quantità enorme, che si vedono in ogni angolo delle nostre città, spesso proprio di quelle più grandi ed affollate, costituiscono un serio motivo di lamentela, perché impediscono ad esempio la costruzione di utili parcheggi o strade asfaltate, impedendo al commercio ed all'industria di prosperare come si converrebbe e, quindi, chiunque sapesse trovare un metodo onesto, facile e poco costoso, atto a rendere questi edifici parte sana ed utile della comunità, acquisterebbe tali meriti presso l’intera società, che gli verrebbe innalzato un monumento come salvatore del paese.

Io quindi presenterò ora, umilmente, le mie proposte che, voglio sperare, non solleveranno la minima obiezione.

Un Americano, mia conoscenza, uomo molto istruito, mi ha assicurato che un edificio antico, come ad esempio il Colosseo o ll Tempio della Concordia sarebbero delle fantastiche attrazioni per un parco a tema; ed io non dubito che possano fare lo stesso ottimo servizio come sedi per un casinò di Las Vegas.

Ho calcolato che la vendita di tali costruzioni, ormai obsolete, a grandi multinazionali come la Disney, potrebbe fruttare tali e tanti introiti da risanare il bilancio dello Stato italiano e da creare anche un congruo "tesoretto"...

La digressione è stata troppo lunga, e quindi ora torno al mio argomento. Io ritengo che i vantaggi offerti dalla mia proposta siano molti e piú che evidenti, ed anche della massima importanza:

  1. come ho già osservato, diminuirebbe o addirittura sparirebbe il debito pubblico, e ci vedo anche un margine di guadagno
  2. con il ricavato della vendita, sui siti precedentemente occupati da quelle brutte e malandate inutili anticaglie potremmo costruire nuovi edifici più remunerativi ed utili alla comunità: ad esempio, dove ora sorge il Colosseo ci starebbe benissimo un bel parcheggio a più piani, al posto della Valle dei Templi, un grande villaggio turistico, al posto della necropoli della Banditaccia starebbe benissimo un bel campo da golf e sul sito di Villa Adriana, un bel centro commerciale con annesso centro benessere (si potrebbe usare il Canopo come piscina, così non lo sprechiamo)
  3. oltre ai benedetti tagli alle università potremmo risparmiare ancora un bel po' di soldoni eliminando le inutili cattedre di archeologia e storia dell'arte e magari sostituirle con delle scuole per Veline, Miss & Tronisti, mestieri di cui nel nostro Paese c'è tanta tanta richiesta!
  4. per riallacciarmi al punto 3, potremmo finalmente liberarci di tutti quei laureati in archeologia e storia dell'arte che affollano gli uffici di collocamento e magari vorrebbero anche un lavoro (ma che pretese!), mandandoli a fare le guide o a staccare i biglietti nei sopracitati parchi a tema o casinò in America o in Giappone o dove altro pare a loro, così finalmente ce li togliamo dal groppone, che quelli ci mangiano anche la pensione prima o poi
  5. non dovremmo più sorbirci tutti quei documentari alla TV (meno male che su Italia1-rete4-canale5 non li fanno mai!!!) sulle "bellezze" del nostro Paese e blablabla, che ci fanno morire di noia, con quel barbone del figlio di Piero Angela o quell'altro tipo strano col farfallino e gli occhiali ed i palinsesti della Rai si potrebbero così riempire di tanti bei reality show, che ce ne sono così pochi!
  6. non essendoci più lezione di storia dell'arte nelle scuole (ma io eliminerei anche storia e letteratura a questo punto!) le famiglie risparmierebbero un sacco di soldi, anche perché, con tutte quelle foto a colori i libri di arte sono fra i più costosi.
  7. Se percaso avanzasse ancora qualcosa di quei quattro sassi, si potrebbe bene, come già si faceva nel medioevo, reimpiegarlo come materiale da costruzione e qualcosa di piccolo si potrebbe anche rivenderlo come pezzo di arredamento a qualche riccone eccentrico.

Dichiaro con tutta la sincerità del mio cuore che non ho il minimo interesse personale a cercar di promuovere quest’opera necessaria e che non sono mossa da altro motivo che il bene generale del mio Paese, nel miglioramento dei nostri commerci, e nella possibilità di offrire qualche piacevole passatempo agli abbienti. Io non possiedo beni artistici da poter rivendere.

*liberamente ispirato a: A Modest Proposal: For Preventing the Children of Poor People in Ireland from Being a Burden to Their Parents or Country, and for Making Them Beneficial to the Publick (traduzione - Una modesta proposta: per evitare che i figli degli Irlandesi poveri siano un peso per i loro genitori o per il Paese, e per renderli un beneficio per la comunità) pamphlet satirico di Jonathan Swift, scritto nel 1729, in cui l'autore suggerisce di risolvere il problema della sovrappopolazione e della disoccupazione dell'Irlanda, ingrassando i bambini denutriti e dandoli da mangiare ai ricchi proprietari terrieri irlandesi.  Cosi facendo si risparmierebbe alle famiglie il costo del nutrimento dei figli fornendole di una piccola entrata aggiuntiva, si migliorerebbe l'alimentazione dei più ricchi e si contribuirebbe al benessere economico dell'intera nazione. Si tratta della maggiore opera satirica della letteratura inglese.

P.S.: ho una laurea in Scienze dei Beni Culturali e mi sto specializzando in Archeologia, ribadisco il mio infinito amore per i tesori e le bellezze culturali e paesaggistiche del nostro Paese, ed ammiro i programmi di divulgazione di Philippe Daverio (Passepartout, come questo blog) e di Piero ed Alberto Angela.


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22 luglio 2008
La sindrome di Maria Antonietta
Narra la leggenda che, poco prima della presa della Bastiglia, a chi le comunicava: "Il popolo non ha pane", la regina di Francia abbia laconicamente risposto "dategli delle brioches", dimostrando di ignorare completamente la complessa ed amara realtà del popolo francese, che sarebbe insorto da lì a breve.

La stessa incapacità di percepire oggettivamente il mondo reale, sembra essere endemica di una grossa fetta del mondo politico, impegnata a risolvere i problemi personali propri o dei propri familiari, e totalmente indifferente ai problemi - purtoppo gravi e numerosi - della società.

Maria Antonietta, però, aveva una attenuante: chiusa nella sua reggia, viveva in un mondo separato, era in gran parte all'oscuro delle difficoltà del popolo e ne ignorava le possibili soluzioni.

Chi invece dal popolo è stato eletto, ma continua a concentrarsi sui propri processi, sulle disavventure scolastiche dei propri figli, su come aumentare la propria popolarità a suon di slogan, non ha nessuna giustificazione... e farebbe bene a mettere da parte la propria megolomania e a ricordarsi la fine di Maria Antonietta...

12 luglio 2008
MIBAC contro S. Settis... beni culturali a rischio
Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e Presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, nonché uno dei maggiori e stimati conoscitori ed esperti di arte e archeologia italiane (qui una sua biografia), è intervenuto nei giorni scorsi, con un articolo sul Sole 24ore (qui), denunciando  i gravi tagli previsti per i prossimi anni alla tutela del patrimonio culturale italiano.
Dopo la sua doverosa ed accorata denuncia, un comunicato stampa diffuso dal Ministero dei Beni Culturali a firma del sottosegretario Francesco Maria Giro, oltre a contestare l’opportunità della critica pubblica del prof. Settis, in qualità di presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici (istituito nel 2007), ne chiedeva direttamente ed in modo esplicito le dimissioni.
Il sito Archeologia Italiana, ha promosso una petizione come gesto di solidarietà e stima verso la persona del prof. Settis.
I tagli denunciati ammontano inizialmente a 150 milioni a cui vanno aggiunti, come programmato dal  Dl 112, 228 milioni nel 2009, 240 milioni nel toto e 423 milioni nel 2011 per un taglio complessivo di più di un miliardo che graveranno in massima parte sulle voci di tutela e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici, che costituiscono la ragion d'essere del ministero. Qual è il significato di questa manovra? Senza questi fondi sarà impossibile il restauro di numerosi monumenti e difficile addirittura mantenere aperti molti musei e siti statali.
Rischiamo di diventare una nazione senza promozione culturale, senza possibilità di crescita e ricerca nel campo della cultura e dell'arte. I beni che non potranno essere restaurati e protetti andranno perduti per sempre e con essi la possibilità di interpretarli e di comprendere quale fosse il tassello di storia che rappresentavano. Una parte delle nostre radici potrebbe essere irrecuperabile, e potrebbe diventare sempre più difficile analizzare il passato, e tramite esso comprendere il presente... 
A scapito di chi? E a favore di chi?

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